Giro del varesotto
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Ho cominciato a correre un autunno di molti anni fa, andavo a caso a correre tutte le tapasciate che trovavo. Mi sono tesserato a Gennaio del nuovo anno per l’Amatori Atletica Casorate così da avere anche la tessera FIDAL che permetteva l’accesso anche alle competitive. La primavera dello stesso anno Adalberto Certo mi chiede “lo fai il Giro?” Io sono sorpreso: “il giro?” Non sapevo cosa fosse, per me il Giro era quello ciclistico nella ns penisola. L’ho scoperto così, per caso. Poi è stato Amore a prima vista, meglio dire a prima tappa. Uno di quegli Amori che ti travolge di passione, ti spinge a fare cose da fuori di testa e tira fuori il meglio di te. Al giro ho imparato a correre davvero forte…

Minigiro

Da pochi giorni si è conclusa la XXII edizione de IL Giro, al secolo Giro Podistico del Varesotto, quello che io chiamo l’Università del podismo amatoriale. L’edizione della ripartenza per i motivi che tutti noi conosciamo troppo bene, soprattutto perché runners! Da molti anni non lo corro più il Giro perché sono stato chiamato a fare lo speaker, è un modo diverso di viverlo, a volte fa male, come quando vi vedo adrenalinici alla partenza e stracciati all’arrivo, restano intatte però l’emozione e la bellezza di esserci.

Lo scorso febbraio Antonio mi scrive un sms dove mi chiede “fai ancora lo Speaker al Giro?” Ma che c… di domande fai Antonio?! Non vedo l’ora. É cominciato coì il countdown che ci ha portato alla prima tappa di Besnate del 24 Maggio. É stato super emozionante ritrovare tutto e tutti lì, pronti ancora una volta a dare tutto da ogni punto di vista. É stato pazzesco ritrovare volti amici, conosciuti, roba da DNA quasi. Anche la pioggia ci ha graziati quella sera, non poteva e non doveva rovinare la nostra ripartenza. Poi in un attimo tutto è volato, come facevate Voi allo sparo, avete volato per 6 tappe.

Dorigo

Siamo arrivati al 15 Giugno a Cardano al Campo quasi senza accorgerci. Già mancate, già manca tutto, l’ortofrutta Negrelli, la Farmacia del Cuoricino, il Giulio Dorigo, Enea, Marta, Andrea, la Maria e la Giovanna, Sonia&Chaira Chiara&Sonia, le bimbe ed i bimbi del minigiro, Claudia e Andrea, il Piratino, l’OTC…ma come faccio a rinomonirVi tutti?! Non perché non posso o non riesco, ma perché mi si inumidiscono gli occhi.

Il Giro è questo, una botta al cuore, una scarica di adrenalina che scorre per le strade del basso Varesotto per 3 settimane, gente che si guarda in faccia e si riconosce, gente che non si guarda perché non serve per sapere cosa fare, gente che dà tutto in tutto ciò che fa. Il Giro è questo, il Giro siamo noi, una caleidoscopica carovana che colora le più belle serate dell’anno tra Maggio e Giugno, che si mette di fronte al Santuario della Madonna della Ghianda con rispetto e la giusta goliardia, che ricorda gli amici Vittorio e Laura, che sposta 1000 cuori che pompano vita come nessun altro. Il Giro è fatto di estremi, tutto è al limite e anche oltre, disincanto, concentrazione, endorfine, fatica, sorrisi emozioni, tensione, muscoli tesi, sorrisi infiniti.

Speaker sonia chiara

Il Giro è questo, una macchina perfetta, tutti danno il massimo, no anzi tutti danno il meglio e anche di più: i runners che imparano i loro limiti e spesso li superano, la precisissima macchina organizzativa dell’AAC magistralmente guidata da quel fenomeno di capacità e modestia che è l’Amico Antonio Puricelli, gli sponsor che sostengono concretamente la ns voglia di divertirci, il mio socio di mic Andrea Basoli con cui basta uno sguardo per capirsi, le società che organizzano le tappe sempre perfette, i giudici FIDAL sempre pronti a essere rigidi sapendo però stare allo scherzo.

Diciamocelo, siamo bellissimi, sempre, da sempre. Ma non vi viene l’ansia a pensare che mancano ancora 11 mesi prima della prossima edizione? Meglio non star lì con la testa se no ci esci matto. Godiamoci quello che abbiamo appena (ri)vissuto quest’anno.

Non ho mi detto grazie ad Adalberto per quella domanda, lo faccio qui e ora.

Tra poco sarà vacanza (dopo la corsa di Boffalora, Vi aspetto il 28 Luglio a casa mia) e se vi capiterà di essere al mare o sui monti con la testa via e lo sguardo perso nel vuoto, ma un sorriso serenissimo e compiaciuto stampato in faccia, bene sappiate che io lo so a cosa starete pensando: “GdV, io c’ero”. Perché alla fine, come dice il Liga, abbiamo vinto noi!

Andrea Maltagliati

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